La curcumina per la guarigione delle ferite

La curcumina per la guarigione delle ferite

La pelle fornisce una barriera naturale contro l’ambiente esterno ed esercita una varietà di funzioni protettive essenziali. Quando la sua integrità è compromessa da lesioni, acute o croniche, l’organismo avvia un processo multi-step e dinamico cercando di riportare il tessuto alla guarigione. L’obiettivo immediato, nella riparazione delle ferite, è quello di raggiungere l’integrità e l’omeostasi del tessuto, e il processo naturale comprende quattro fasi sovrapposte ma ben definite: emostasi, infiammazione, proliferazione e rimodellamento. L’emostasi è l’aggregazione piastrinica, cioè la formazione di un coagulo di sangue, che fornisce una matrice extracellulare provvisoria per la migrazione cellulare; la fase infiammatoria coinvolge la migrazione delle cellule del sangue, come i neutrofili e i macrofagi fagocitari nel sito della ferita, dove rimuovono le particelle estranee, rilasciando anche le citochine per promuovere la migrazione e la proliferazione dei fibroblasti, verso la fine della fase infiammatoria; la ri-epitelizzazione inizia entro poche ore dalla lesione ed è una parte della fase proliferativa, caratterizzata dalla formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi o neovascolarizzazione), che ristabilisce la perfusione per sostenere i nuovi tessuti e la sintesi deposizione di frammenti di proteine ​​extra-cellulari, come le fibre di collagene e tessuto di granulazione; i fibroblasti producono la nuova matrice extracellulare necessaria per supportare l’accrescimento cellulare, utilizzando il collagene come blocchi di costruzione; la fase finale prevede il rimodellamento del collagene e la formazione del tessuto cicatriziale.

In tutti questi processi, la curcumina, per uso topico, ha dimostrato avere diverse funzioni, in particolare per l’infiammazione inibisce l’attività del fattore di trascrizione NF- κB, riducendo la produzione di citochine TNF-α e IL-1, e quindi riducendo l’infiammazione, ha azione contro i ROS, promuovendone o inibendone la produzione a seconda del dosaggio utilizzato, come anche per gli enzimi antiossidanti. Nella proliferazione migliora la migrazione dei fibroblasti per la formazione del tessuto di granulazione, deposizione di collagene e, in generale, per i processi di riepitelizzazione, promuove i processi apoptotici nella fase iniziale della guarigione delle ferite, eliminando così le cellule infiammatorie indesiderate dal sito della ferita. Infine, nei processi di rimodellamento, migliora la contrazione della ferita aumentando la produzione di TGF-β e quindi aumento della proliferazione dei fibroblasti.

La curcumina è, quindi, in grado di ridurre il tempo necessario per la guarigione della ferita, anche se il suo limite è rappresentato dalla sua bassa biodisponibilità, dal rapido metabolismo, dalla scarsa solubilità e dall’elevata sensibilità alla luce. Al fine di minimizzare questi effetti e ottenere la massima resa, però, sono state e si studiano nuove formulazioni come delle nanoparticelle.

 

 

 

 

 

Per approfondire la lettura:

Akbik D, Ghadiri M, Chrzanowski W, Rohanizadeh R.

Curcumin as a wound healing agent.

Life Sci. 2014 Oct 22;116(1):1-7. doi: 10.1016/j.lfs.2014.08.016.

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