Curcuma e insulino-resistenza

Curcuma e insulino-resistenza

Negli ultimi due decenni, gli studi scientifici hanno dimostrato che la curcumina ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antitumorali, ed oltre a questo, sembra avere anche una funzione nella regolazione dell’omeostasi delle proteine (equilibrio tra sintesi, degradazione, piegatura ed aggregazione), regolando delle vie intracellulari. In diversi modelli sperimentali, la curcumina sembra migliorare diverse malattie croniche, quali morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, malattie di Huntington, depressione, artrite, malattie del fegato, malattie cardiovascolari, pancreatiti e malattie correlate all’insulina resistenza (IR). L’IR è una condizione fisiologica caratterizzata dal deterioramento dell’attività dell’insulina sui tessuti insulino-bersaglio. E’ spesso osservata nel muscolo scheletrico, negli adipociti, e nel fegato. Una volta instaurata vi è un elevato rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 diabete (T2DM) e / o malattie vascolari.

Diverse prove sperimentali e cliniche suggeriscono che la curcumina agisce come un trattamento alternativo per la prevenzione e la gestione delle complicanze T2DM. Ad esempio, utilizzando modelli di ratto e topo di IR e diabete, è stato dimostrato che essa aumenta la sensibilità all’insulina, migliorando la segnalazione dell’insulina. Inoltre, nei ratti si osserva una diminuzione dei livelli di glucosio e di emoglobina glicata (HbA1c), un miglioramento della funzione delle cellule B e della secrezione di insulina, un miglioramento dell’omeostasi del glucosio, della soppressione degli enzimi gluconeogenici.

La supplementazione di curcumina è in grado di inibire l’attività del recettore dell’insulina tramite fosforilazione della tirosina nel fegato, probabilmente attraverso l’inibizione della proteina-tirosina fosfatasi 1B (PTP1B), poiché questa proteina è considerata come regolatore negativo del segnale insulinico. Si ha una down-regolazione dell’espressione  di PTB1B nel fegato, portando ad una riduzione delle lipoproteine a bassissima densità (VLDL), lipoproteine in genere sovraprodotte nei casi di IR. Inoltre migliorano le lesioni glomerulari e la proteinuria. La somministrazione di curcumina aumenta l’assorbimento del glucosio nel muscolo e nel tessuto adiposo, anche se il meccanismo di azione non risulta ancora chiaro; potenziale bersaglio potrebbe essere il recettore dell’insulina substrato-1 (IRS1). Nei ratti diabetici, la riduzione del recettore IRS1 è responsabile della ridotta attivazione della proteina chinasi B (PKB / Akt) e delle protein chinasi 1 e 2 (ERK1 /2), dando luogo a dei difetti nella trasduzione del segnale  insulinico.

Quindi la curcumina può rappresentare un rimedio naturale per la prevenzione di malattie   associate all’IR, in particolare modo il diabete, rappresentando anche un valido intervento  per cercare di rimediare ad un peso socio economico.

Per approfondire la lettura:

Jiménez-Osorio AS, Monroy A, Alavez S.

Curcumin and insulin resistance-Molecular targets and clinical evidences.

Biofactors. 2016 Nov 12;42(6):561-580. doi: 10.1002/biof.1302.

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