Curcuma ed artrite

Curcuma ed artrite

Il termine artrite deriva dalle parole greche “artho” e “itis”, cioè, rispettivamente, articolazione ed infiammazione. L’artrite è una forma di disturbo caratterizzata da infiammazione cronica in una o più articolazioni che di solito si traduce in dolore. Sotto tale denominazione si includono più di 100 diverse forme: la forma più comune è l’artrosi, ma si includono anche l’artrite reumatoide, artrite psoriasica e tutte le forme autoimmuni. Anche se le cause di queste malattie sono diverse, i loro sintomi e trattamenti sono simili. L’osteoartrite è una malattia degenerativa delle articolazioni e il numero di persone affette da tale patologia è in crescita anche per l’aumento dell’età media della popolazione. Ad esempio, la prevalenza mondiale di osteoartrite del ginocchio è aumentato del 26,6% dal 1990 al 2010, e colpisce circa il 9,6% degli uomini e 18 % delle donne oltre 60 anni di età. L’aumento dell’incidenza della malattia con l’età è data della diminuita capacità di sopprimere l’infiammazione, dalla presenza di sarcopenia e dall’aumentato turnover dell’osso.

Anche se l’artrite è associata ad infiammazione ed a dolore, la causa esatta di sviluppo della malattia rimane incerta, e non esiste alcun trattamento per le sue cause fondamentali. L’obiettivo principale del trattamento è quello di ridurre il dolore articolare, ed i farmaci esistenti per il trattamento sono analgesici, steroidi e farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS). I FANS sono inibitori  delle ciclo-ossigenasi (COX) che inibiscono la sintesi delle prostaglandine e del trombossano, riducendo in tal modo l’inflammazione. Tuttavia, il loro uso a lungo termine non può essere sostenuto, a causa della possibilità del manifestarsi di disturbi del sistema immunitario, gravi eventi gastrointestinali e cardiovascolari; pertanto, risulta necessario individuare terapie alternative a base di erbe con proprietà anti-infiammatorie e con effetti collaterali minimi.

Potenziali medicine alternative sono la Curcuma longa e lo Zingiber officinale, usate come condimento in molte cucine etniche in vari paesi come il Bangladesh, l’India ed il Pakistan. Da tempo sono utilizzati come trattamenti anti-infiammatori nella medicina tradizionale cinese ed ayurvedica ed i loro principi attivi sono in grado di inibire COX-1 e COX-2, il fattore nucleare kappa delle cellule B (NF-kB), e la 5-lipossigenasi (5-LOX). Diversi studi clinici hanno dimostrato che sia lo zenzero che diversi estratti di curcuma possono ridurre il dolore in alcune condizioni di patologie muscolo-scheletriche.

La curcuma contiene diversi componenti bioattivi, curcumina, demethoxycurcumina, bis-demethoxycurcumina, e degli oli essenziali. In particolare, la curcumina modula l’espressioni di diversi fattori di trascrizione coinvolti nel metabolismo energetico, come dei trasduttori di segnale e attivatori di trascrizione, ed è stata segnalata per esercitare effetti benefici sull’osteoartrite, diabete di tipo 2, e dislipidemia. Rispetto allo zenzero è meglio tollerata.

Diversi studi, condotti su pazienti affetti da diverse forme di artriti, hanno fornito prove scientifiche che 8-12 settimane di trattamento con estratti standardizzati di curcuma (tipicamente 1000 mg / giorno di curcumina) possono ridurre i sintomi (soprattutto dolore e sintomi legati all’infiammazione) similmente all’ibuprofene ed al diclofenac sodico.

 

 

Per approfondire al lettura:

 

Daily JW, Yang M, Park S. Efficacy of Turmeric Extracts and Curcumin for Alleviating the Symptoms of Joint Arthritis: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Clinical Trials. J Med Food. 2016 Aug;19(8):717-29. doi: 10.1089/jmf.2016.3705.

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